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Dei, profeti, delitti e Santi - La singolare storia della Judecca di Ragusa Ibla

La tradizione orale narra che, nel sito dove insiste l’attuale chiesa dell’Annunziata, in Via Orfanotrofio, sorgesse dal II° secolo a.c., il Tempio in onore di Diana,(1) dea  latina, protettrice dei boschi, degli animali selvatici e delle partorienti Altre voci , di cui non è semplice trovare riscontro, collocano, tra il IX ed il XII° secolo al tempo della conquista Saracena, sempre nel medesimo sito della chiesa dell’Annunziata, la presenza di una Moschea – (Masjid ). Dietro la cappella maggiore si sostiene essere presenti molteplici iscrizioni in carattere “cufico”(2) un tipo di calligrafia arabica che veniva utilizzata nelle iscrizione dei luoghi di culto.

L’idea affettiva su cui si muove la 24° edizione di Ibla Buskers ci consente di riannodare alcuni fili con una storia antica e tumultuosa della Ragusa Medioevale. Traendo spunto dagli atti di un processo per omicidio avvenuto nel 1471, esploreremo l’area dell’antico quartiere della Judecca di Ragusa. Ripercorrendo “Vanelli e Balati” e tra “putighi e finistrali” riemergerà un quartiere di cui da lungo tempo è stato cancellato, colpevolmente, il ricordo. Racconteremo delle originali trasformazioni di un singolare luogo di culto, imbattendoci in storie antiche poco note e forse, chi sa in qualche piacevole sorpresa.

Il corso della storia scandisce tempi nuovi ed ecco che sempre nello stesso sito , sin dal XIV° secolo ritroviamo la Meskita come gli ebrei chiamavano la sinagoga, luogo di culto e punto di riferimento socio –culturale dell’intera comunità .

Tracce documentali nei registri dei protonotari testimoniano come sin dal 1360 fosse presente a Ragusa, in quella sinagoga, una scuola di medicina che rilasciava le licenze per l’esercizio di medicina e chirurgia.(3)
Ulteriore riprova dell’ originario utilizzo della struttura , sarebbe la presenza, recentemente percepita in seguito a lavori di restauro di una piscina natatoria per bagni di purificazione rituali (Miqwe) (4). La presenza della Judecca come quartiere di Ibla viene avvalorata sin dal 1394 da una prima citazione riscontrabile in una “storia degli ebrei in sicilia”. Gli atti del processo riguardante l’omicidio del proto Sabatino figlio di Liuzzo per mano del sicario Joseph Riczuni, avvenuto il 23 giugno 1471, avente come mandante Salloc un ricco ebreo di Ragusa, sono un altro elemento illuminante.
I protagonisti sono tutti abitanti nella Judeca, quartiere dove maturò il delitto e vengono indicate le aree confinanti quali il Tocco, la Chancata, la “vanella ki va a Sanctu Nicola”, il “corsu San Basili”, la “vanella di lu Roccu”, tutti siti circostanti alla Judecca.(6)

Da questi atti , tutta la zona appare pullulare di mercanti, mediatori, commercianti provenienti da ogni parte dell’Isola. I ritrovi pubblici, oltre al fenestrale o putiga al centro della indagine, sono frequenti in tutta la città. Nonostante il sicario, sia un “anciddaru” – venditore ambulante di anguille- ragusano, proprio perché molti testimoni non sono di Ragusa, il processo per questioni territoriali si è dovuto tenere a Modica.(7)

Il 15 agosto 1474 avviene la strage di Modica, (la gente aizzata dalla predicazione di fuoco del Domenicano Fra Vincenzo da Pistoia, trucidò oltre 300 ebrei) (8) e la convivenza pacifica con la comunità ebraica fu irrimediabilmente interrotta. A determinare la fine di qualsiasi possibilità di convivenza, arriva, nel 1492, l’editto di espulsione degli ebrei da tutto il regno di Spagna e quindi anche dalla Sicilia. Nel 1542 la chiesa dell’Annunziata, in occasione della Sacra visita di Mons. Platamone, è annoverata già tra le chiese del paese. Nel 1557 gli Ebrei convertiti residenti nel quartiere Giudecca pagavano la decima alla chiesa di San Nicola oggi San Giorgio). Il quartiere ebraico, Judecca, non è menzionato in nessuno dei riveli seicenteschi e del ‘500 perché, con la cacciata dei suoi abitanti originali, il toponimo fu ripudiato tutte le case confluirono in quello cristiano di S. Francesco.(10)

Nei rilevi del 1624 emerge la presenza del quartiere “Ortazzo”. Questo quartiere, confinava con la Batia de l’orfani (il convento di Santa Teresa oggi sede dell’Università), il quartiere dell’Annunziata ed il quartiere S. Francesco. E’ ragionevole supporre che fosse l’area dell’ “orto” della sinagoga , l’antico cimitero ebraico che era appunto chiamato “Orto” e che l’intolleranza religiosa dei cattolici, che si erano spinti fino alle stragi di Modica e Noto, trasformarono per disprezzo il toponimo in Ortazzo (11).

Qui si ferma la nostra ricostruzione, da essa emerge una storia sommersa di cui poche sono le tracce visibili. La flebile speranza che qualcosa ancora possa riemergere, ci resta, leggendo la nota 4 “ a ulteriore riprova dell’ originario utilizzo della struttura ,(come sinagoga), sarebbe la presenza, recentemente percepita in seguito a lavori di restauro di una piscina natatoria per bagni di purificazione rituali.

Forse questa notizia può essere foriera di sorprese, quale rappresenterebbe sicuramente la riemersione del Miqwe ebraico.





Crediti:

(1) Eugenio Sortino Trono – Ragusa Ibla sacra – libreria Paolino editrice – Ragusa 2000 pag 82

(2) Eugenio Sortino Trono – Ragusa Ibla sacra – libreria Paolino editrice – Ragusa 2000 pag 83 2010

(3)https://www.ecodegliblei.it/DALLA-A-di-AZZARA-alla-Z-di-ZISA-GLI-EBREI-DELLA-CONTEA-DI-MODICA-DEL-PROF-FRANCESCO-EREDDIA.htm

(4) Volantino consultabile attualmente presso la Chiesa Annunziatain questa estate 2018 - pag 1

(5) Eugenio Sortino Trono – Ragusa Ibla sacra – libreria Paolino editrice – Ragusa 2000 nota 5 pag. 180

(6) Officina studi medioevali G. Flaccavento Processo proto Sabatino

(7) g. Flaccavento – uomini campagne e chiese nelle due Raguse- Comitato Chiese di Ibla la Grafica 1982 pag. 38

(8) Giovanni Modica Scala – Le comunità ebraiche nella contea di Modica – editrice Setim – Modica 1978 – pag. 409.

(9) Eugenio Sortino Trono – Ragusa Ibla sacra – libreria Paolino editrice – Ragusa 2000 pag 83

(10)https://www.facebook.com/groups/13
8957262800877/permalink/377585122271422/

(11)https://issuu.com/coresi/docs/inside-n9

Antonio Lacognata per Associazione Edrisi – in preparazione del festival Ibla Buskers – idea affettiva 2018

Iconografia:

(1) Diana - Ipogeo di via Livenza, Roma, IV sec
(2) Epigrafe cufica - San Sisto Pisa
(3) L’Annunziata in Via Orfanotrofio, da tempio di Diana a Moschea, da sinagoga a chiesa
(4) Area della Giudecca come si presenta oggi
(5) Mappa ricostruita del perimetro della Giudecca di Ragusa
(6) Particolare del Miqwe recentemente scoperto a Siracusa
La festa meticcia dal cuore siciliano. Da oltre vent’anni centinaia di artisti provenienti da tutto il mondo raggiungono la cittadella barocca di Ragusa Ibla per dare vita alla festa popolare di Ibla Buskers. Giunto alla sua XXIV edizione il Festival è oggi uno dei maggiori eventi culturali del sud Italia e conta circa 60.000 visitatori annui, mantenendo inalterato il suo originario spirito artigianale capace sempre di ricreare quella magica alchimia tra artisti e pubblico nel palcoscenico naturale delle strade e delle piazze di Ragusa Ibla.

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